La croce… un mistero profondissimo…

montforthuge

La croce è quaggiù un mistero profondissimo.
Solo chi ha molta luce lo può capire.
Solo a uno spirito eletto è dato di penetrarlo.

La natura la disprezza, la ragione la combatte;
l’uomo colto l’ignora e il demonio l’abbatte.
La sua rara bellezza avvince il cuore di Dio.

La croce ha portato [Gesù] dal cielo in mezzo a noi.
Entrando nel mondo, dice: «Signore, sì , l’accetto.
Ti accolgo, o croce buona, nel centro del mio cuore»-

Lui l’ha trovata così bella da portarla con onore.
La sua compagna eterna, la sposa del suo cuore.
La croce è la nostra sicurezza, la nostra protezione,
la nostra unica speranza, la nostra perfezione.

San Luigi Maria da Montfort
cfr. Cantico 19

San Luigi Maria di Montfort: follia e sapienza

“Non credo che una persona possa acquistare un’unione intima con Nostro Signore e una perfetta fedeltà allo Spirito Santo, senza una grandissima unione con la santissima Vergine”

Louis-Marie Grignion, secondo di diciotto figli, era nato il 31 gennaio 1673 da una famiglia bretone profondamente cristiana a Montfort-la-Cane: qui visse solo poche settimane, ricevendo il battesimo un giorno dopo essere venuto alla luce.

Nonostante le difficoltà economiche a 12 anni Luigi frequentò il collegio gesuita di san Tommaso Becket a Rennes, quindi si trasferì a Parigi per studiare alla Sorbona ed entrò nel seminario di San Sulpicio. Ventisettenne, il 5 luglio 1700 nel giorno di Pentecoste, è ordinato sacerdote: i testimoni raccontano che rimase per un giorno intero in adorazione come “un angelo sull’altare”.

Anima orante, ma anche uomo di azione. La sua opera evangelizzatrice da subito si distinse per la difesa della fede cattolica dal razionalismo, dal protestantesimo, dal gallicanesimo e dal diffuso giansenismo. Tra i suoi primi incarichi c’è la nomina a cappellano dell’ospedale di Poitiers. Molto amato dai malati e dai poveri per lo zelo missionario e la dedizione incondizionata nei loro confronti, si attirò però l’inimicizia di alcuni sacerdoti per il comportamento ritenuto eccentrico e fu quindi allontanato dall’incarico.

Dopo due mesi di cammino nel 1706 giunse a Roma e Clemente XI gli conferì il titolo di Missionario Apostolico, gli regalò un crocifisso d’avorio che porterà sempre con sè e lo invitò a dedicarsi all’evangelizzazione della Francia. Prima del rientro in patria, Luigi, che amava definirsi “servo di Maria”, visitò la Santa Casa di Loreto, attratto dalla vita di sottomissione alla Vergine vissuta da Gesù nel focolare di Nazaret. La diocesi di Poitiers continuò ad essergli preclusa, quindi si dedicò alla missione ai popoli rurali della nativa Bretagna e della Vandea e alla edificazione della Chiesa, non solo spirituale, ma anche fisica, ricostruendo materialmente alcune cappelle.

Si segue Maria per “trovare Gesù Cristo”: questa convinzione del Montfort si tradusse in una pastorale fondata sulla centralità del culto alla Vergine, sulla diffusione della preghiera del Rosario e sull’organizzazione di processioni e celebrazioni mariane.

Alla croce non si sottrasse Luigi Maria quando, nonostante la devota stima di cui godeva tra i fedeli, conobbe la sofferenza della persecuzione dentro e fuori la Chiesa. Il vescovo di Nantes ad esempio negò la benedizione del Calvario costruito dal sacerdote, grazie al contributo di molti, al termine della missione a Pontchâteau. L’opera venne distrutta e ricostruita più volte, prima sotto Luigi XIV, poi durante la Rivoluzione Francese. Il missionario mai cedette allo sconforto: “se non possiamo edificare qui la croce – commentava – la edificheremo nel nostro cuore”.

Negli ultimi anni di vita il Montfort fu chiamato a predicare nelle diocesi di Luçon e di La Rochelle dai rispettivi vescovi, apertamente antigiansenisti. Morì di polmonite mentre partecipava ad una missione il 28 aprile 1716 all’età di 44 anni. Al suo capezzale si radunò tutto il popolo per ricevere la benedizione.

Beatificato da Leone XIII nel 1888, canonizzato da Pio XII nel 1947, è inserito nel calendario generale della Chiesa nel 1996 da san Giovanni Paolo II, che dalla sua spiritualità ha tratto il motto del pontificato “Totus tuus”. Fondatore della Compagnia di Maria (1705) e delle Figlie della Sapienza (1703), san Luigi Maria è ricordato per gli scritti mariani come il Trattato della vera devozione alla santa Vergine, redatto nel 1712, rimasto nascosto per 150 anni in un cofano, ritrovato nel 1842, pubblicato l’anno seguente e oggi, tradotto in tutte le lingue e divenuto punto di riferimento della spiritualità mariana mondiale.

Fonte: http://www.causesanti.va

Scritti spirituali di Montfort

Questa nuova edizione delle Opere presenta gli scritti spirituali di Montfort riveduti per la traduzione, rinnovati per le varie introduzioni, presentazioni, note e indici. La Congregazione monfortana ha inteso offrire una “edizione autorizzata”, di fronte alle manipolazioni o falsificazioni del pensiero stesso di Montfort, come a volte accade di sentire o di leggere.

Perciò le traduzioni privilegiano il senso letterale, compatibilmente con una buona scorrevolezza in lingua italiana. Inoltre, data la natura di un volume che si differenzia dalle edizioni separate dei singoli scritti di Montfort, si è voluto mantenere una vicinanza più marcata con gli originali manoscritti, per esempio conservando nel testo i passi in latino, tradotti subito in nota a piè di pagina. Lo stesso per le citazioni bibliche, riferite solo in nota e tradotte ora secondo la versione CEI 2008.

In una prima sezione del volume si sono collocate le opere maggiori di Montfort “scrittore”, quelle meglio conosciute dal pubblico e di maggior interesse per la sua specifica spiritualità. In una seconda parte viene presentato Montfort “missionario”, con la sua personalità storica, i suoi metodi e lo stile di predicazione, con gli scritti in funzione apostolica. La terza parte, pure notevole per ampiezza e originalità, è per Montfort “fondatore”, con i relativi testi fondazionali.

L’introduzione generale alle Opere, necessaria per presentare al lettore principiante l’insieme sia della figura di Montfort, che del suo insegnamento spirituale, è preceduta in apertura del volume, dalla Lettera alle Famiglie monfortane, del papa san Giovanni Paolo II, il più alto e ufficiale riconoscimento del valore teologico e spirituale della dottrina di san Luigi Maria di Montfort nella Chiesa di oggi.

padre Battista Cortinovis smm

Col cuore di Maria amiano il cuore di Gesù

Lodando il Cuore adorabile di Cristo
io lodo nella giusta misura
il Cuore della sua Madre ammirabile
tanto grande è la loro unione.

Non adoro solamente te,
Cuore del mio Dio, Cuore glorioso,
ma adorando te, io onoro
il Cuore della Regina dei cieli.

Cristiani, per mezzo del Cuore di Maria
amiamo il Cuore di Gesù,
poiché Gesù ha preso la vita
nel suo Cuore e nelle sue virtù.

Dal Sangue del suo Cuore infiammato
il Cuore di Gesù è formato;
hanno un solo cuore, hanno una sola anima,
l’uno e l’altra  bisogna amare.

Anima, perditi senza riserva
in questi due Cuori prodigiosi,
l’uno con l’altro ti esorta
a vederne uno solo nei due.

Anima cara, vai in segreto
per mezzo del tenero Cuore di Maria al Cuore altissimo.
Tu diventerai presto perfetta,
amando come si deve il Cuore di Maria.
Dio Solo.

(Montfort, Cantico 40,33-38)

«È da te, o Vergine Maria, che ci vengono questo Corpo e questo Sangue»

Maria_Eucaristia_Adorazione

«È da te, o Vergine Maria,
che ci vengono
questo Corpo e questo Sangue,
che ci innalzano a sì alta dignità,
invidiata persino dagli angeli.
Benedetta tu in ogni luogo
per averci fatto
questo dono prezioso.

O Madre ammirabile,
effondi nei nostri cuori
tutte le tue virtù,
affinchè il dolcissimo Gesù
vi dimori con piacere.
Versa il tuo amore in noi,
per amare il tuo caro Figlio
attaverso di te.
O Gesù, la tua Santa Madre
è nostro perfetto supplemento,
vieni dunque subito in noi
per unirci al Padre tuo;
o meglio, vieni nel suo Cuore
che compenserà il nostro poco fervore.
Amen»

Montfort
Cantico 134, 11-13