Loreto 2015: “Ho ricevuto molto”

consacrazione

È stato molto bello! Tre giorni di pienezza spirituale, interessantissimi, con oratori capaci di coinvolgere, dandoci continui spunti di riflessione. Tutto in un clima sereno e gioioso. Mi ero iscritta prontamente per questo convegno, ma poi, ad un certo punto mi è venuta la voglia di disdire! La salute non era delle migliori e poi, più pensavo al tema della famiglia e più mi tiravo indietro. Il Papa aveva trattato ripetutamente questo argomento e mi sembrava esauriente. Guardando a situazioni famigliari disastrose, mi sembravano inutili altre parole (Tentazione!). Ma poi mi è ritornata in mente la frase del Papa, “saper sognare, non perdere la capacità di sognare sulla famiglia”… mi ha tolto ogni indugio e dato speranza.

Don Rosino Gabbiadini nella sua relazione si è soffermato proprio su questo punto. San Giuseppe non conosceva lo Spirito Santo: crede a un sogno e alla parola di un angelo impara ad ascoltare e fidarsi. In questo stato di apertura e serenità mi sono posta ad ascoltare. A poco a poco sono entrata nel cuore di Maria, nella famiglia di Nazaret, nel mio cuore, nella mia famiglia. Ho avuto qualche turbamento, ma poi tutto si è dissolto.

L’oratrice Giovanna Sorrenti ha messo in evidenza l’importanza di leggere in famiglia la Bibbia; interiorizzarla, sperimentando l’azione dello Spirito Santo che ancora oggi rende viva la Parola. Anche la famiglia di Nazaret si è costruita cosi. Maria e Giuseppe sempre in sintonia, si fidano, affrontano insieme le situazioni, nessun possesso nei confronti del Figlio Gesù. In proposito ha citato una frase di Goethe: “i bambini devono ricevono due cose dai genitori: le radici e le ali”. Guardare a Maria come educatrice. Lei è modello di madre e di sposa, sa entrare nella nostra più banale quotidianità e ci aiuta, ci ascolta e fa fiorire la Parola. Guardare a Maria sofferente. Lei comprende i nostri dolori, le nostre paure del domani, capisce il pianto, la fatica. “Ma Maria ci parla anche di gioia, quella gioia che ci fa sentire amati da Dio, è la gioia della fede”. Mettere ogni relazione sulle mani di Maria con nel cuore la speranza, anzi la certezza, “che il vino migliore sta per arrivare” (Papa Francesco).

Corrado Maggioni ha parlato della consacrazione monfortana nel cuore delle relazioni familiari. Citando Grignion da Montfort ha messo l’accento sul “servizio d’amore” nelle formule di consacrazione. Ha ribadito che è necessario sempre partire da noi stessi, prendere coscienza del proprio limite, rinunciare alla parte egoica che è in noi, per poi relazionarci con gli altri. “Dio ha creato legami profondi tra i membri di una famiglia: noi siamo responsabili l’uno dell’altro”.

Ho vissuto, poi, un momento molto intenso nella celebrazione eucaristica mattutina nella Santa Casa. Eravamo in tanti, uno ridosso all’altro, ma nell’aria ormai afosa per la ressa, traspariva una devozione intensa, palpabile. Eravamo in molti anche all’adorazione eucaristica, avevamo di ringraziare, lodare, chiedere, e versare anche qualche lacrima. Sabato sera, abbiamo rinnovato la Consacrazione con la consueta processione e l’unzione delle mani con il balsamo profumato. Questi rito ripetuto ogni anno, ha perso per me un po’ di intensità emotiva. La celebrazione eucaristica finale è stata per me di ringraziamento totale. Ho ricevuto molto in serenità, tranquillità e gioia. Un ringraziamento di cuore ad Annalisa e Michela per l’organizzazione e l’impegno che ci hanno  messo perchè tutto funzionasse al meglio.

Maria Teresa – Gruppo monfortano di Belluno

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Loreto 2015: “Come acqua di sorgente”

IMG_3753«Non essere famiglie lamentose – ci ha detto la prof.ssa Sorrenti – perchè sappiamo dove attingere la gioia». Bello e vero! E grazie a don Gabbiadini per come ci ha parlato del figlio che crea un rapporto indissolubile con i suoi genitori i quali, anche se sono separati, restano sempre per lui papà e mamma. Ci ha anche fatto osservare la preoccupazione di Giuseppe e di Maria per l’incolumità di Gesù perchè sapevano che andava salvata la sua missione e così hanno salvato tutti noi.

Ho imparato che nel soffrire si può offrire anche “l’insensata sofferenza”, e se offro, il dolore salva; ho imparato ancora che, guardando alla famiglia di Nazaret, diventano normali l’obbedienza, l’amore, l’intimità con Dio, con l’altro e con noi stessi.

Fortissime le preghiere che, come acqua di sorgente ci hanno avvolto. La nostra Madre di misericordia ci aiuti a capire quando nella nostra casa manca il “vino” perchè perdiamo la capacità di sognare il futuro dei figli; perchè non troviamo il tempo per pregare insieme; perchè non usciamo dalle nostre preoccupazioni o sofferenze. Ci aiuti la Madre a chiedere con umiltà “permesso”, vincendo ogni prepotenza, e “scusa” quando abbiamo litigato, e poi a dire “grazie” per quello che riceviamo.

Abbiamo contemplato in Maria la sempre Vergine, l’Immacolata, la Mediatrice, la Donna, la Regina, la Fedele, la Misericordiosa, il Rifugio dei peccatori, la Consolatrice, il vivo Tabernacolo della Divinità. Tutte invocazioni che conosciamo e amiamo… dalla piazza e poi dalla chiesa sono partire per raggiungere i nostri cari, chi ci aveva chiesto preghiere. Oso sperare che, chissà dove, chissà chi abbia avvertito qualcosa o meglio Qualcuno.

Giovanna – Gruppo monfortano di Belluno

Il vino migliore sta per venire

consacrazione

Tre giorni belli, intensi, vissuti in clima di amicizia e di collaborazione, supportati piacevolmente da un sole quasi estivo. Interessanti gli interventi dei relatori.

In particolare sono rimasta colpita dal parroco di San Vitale-Ravenna, don Rosino Gabbiadini e dalla sua profonda umiltà nel presentare quale tema “Maria apre le porte della sua casa”. Ha tratteggiato gli aspetti umani, psicologici di Maria e di Giuseppe, citando papa Francesco: «La famiglia di Nazaret non era una famiglia finta. Quante difficoltà dovettero superare!…Ciascuna famiglia cristiana – come fecero Maria e Giuseppe – può anzitutto accogliere Gesù, ascoltarlo, parlare con Lui, custodirlo, proteggerlo, crescere con Lui; e così migliorare il mondo…».

Don Rosino si è chiesto cosa insegnano Maria e Giuseppe alle nostre famiglie e si è soffermato sulle loro figure. Maria che impara ad ascoltare (l’annuncio dell’angelo), che crede alle sue parole, che si fida di Dio. Anche Giuseppe all’annuncio dell’angelo apparso in sogno crede e impara a fidarsi di Dio. Insieme i genitori creano l’identità di Gesù, ne preservano la missione, custodendo la sua vocazione: la salvezza di noi tutti.

Ho gustato con piacevole sorpresa l’ascolto di alcune lettere che Montfort aveva scritto alla sorella prediletta e alla mamma, lettere che rivelano il legame con la sua famiglia e che per la loro freschezza sono attuali anche oggi, a più di tre secoli di distanza.

Sono risuonate più volte nei vari interventi dei relatori le mirabili parole di papa Francesco, tratte dalle sue omelie rivolte alla famiglia. In particolare cito quelle che hanno fatto da leit-motiv delle nostre giornate e che vorremmo scolpire nel cuore: «Il vino migliore è in “speranza”, sta per venire per ogni persona che accetta il rischio di amare… Il vino migliore sta per venire per quelli che oggi veono crollare tutto… Sussurratevelo ciascuno nel suo cuore: il vino migliore sta per venire… E sussurratelo ai disperati e a quelli con poco amore: abbiate pazienza, abbiate speranza, fate come Maria, pregate, agite, aprite il cuore, perchè il migliore dei vini sta per venire…».

Domenica 20 settembre, a conclusione delle nostre giornate, abbiamo ascoltato dalla viva voce di due coniugi di Vigevano la toccante testimonianza della guarigione miracolosa, attraverso l’intercessione di Madre Speranza, del loro figlioletto Francesco Maria, affetto da una intolleranza alimentare tanto grave da minarne l’esistenza: il “divino” che ha fatto irruzione nell’umano ti lascia senza fiato…

Lorena

Gruppo monfortano di Belluno

“Nei passi di Montfort: un percorso spirituale per trovare san Luigi Maria

Strumento di animazione 2015coverIl Consiglio Generale dei Missionari Monfortani in occasione del trecentenario della morte di Montfort propone ai confratelli e agli associati laici un percorso spirituale imperniato sulla figura di san Luigi Maria. L’itinerario, che si snoda attraverso 21 icone della vita del Santo, ha come titolo “Nei passi di Montfort”.

È un invito a visitare non tanto dei “luoghi geografici”, quanto piuttosto dei “luoghi spirituali” per trovarvi Montfort e lasciarsi trasformare dal contatto con lui.

scarica>>>Nei passi di Montfort

Il rosario: la “via” di Maria

rosario8La “corona”, “via” di Maria per passare dai “misteri” al “Mistero”! È il segreto della santità della Vergine, è la sua chiave per la felicità che diventa anche nostra quando ci sentiamo spinti a cercare tra le sue braccia e nel suo cuore, il Mistero del Verbo fatto carne!

La Vergine di Nazareth ci invita ad appendere la nostra vita alla corona del rosario. Questa dolce catena, nel mondo odierno che sappiamo così dispersivo, può essere “via” che conduce dalla Madre al Figlio, mettendo Cristo al centro, come faceva lei, che meditava interiormente tutto ciò che si diceva di Gesù, e poi ogni suo gesto e parola.

A volte si pensa che il rosario è una pratica devozionale, infantile, non particolarmente degna di chi si ritiene ‘adulto nella fede’, ormai superata, lontana dalle nuove sensibilità ed esigenze, che si riduce ad una ripetizione frettolosa e superficiale di formule, frutto delle labbra, da cui il cuore è lontano. In realtà il rosario è una preghiera semplice e per tutti perché fatta di parole brevi, calde che possono accompagnare ovunque: in casa, in strada, in macchina, sul posto di lavoro… È una preghiera viva perché ogni mistero di Gesù interroga e batte con il ritmo dell’esistenza, nostra e delle nostre famiglie, della Chiesa e dell’intera umanità! È una preghiera alta perché fa vivere alla presenza di Dio, con Maria, mentre viviamo tra le persone di questo mondo. È una preghiera che non stanca mai perchè respira dell’attrazione amorosa: si ripete per innamorarsi di Gesù, concentrando man mano l’animo su di lui…si ripete perchè innamorati!

Anche san Luigi Maria di Montfort ha trovato nel rosario un’autentica via di santificazione e l’ha proposta ai piccoli e ai semplici. Il rosario, spiega Montfort, di mistero in mistero è come un pennello che disegna in noi i tratti del volto del Signore. Così l’Ave Maria, recitata bene, incarna in noi il Verbo e porta il frutto di vita, Gesù Cristo, scrive Montfort nel Trattato della Vera devozione!

Accogliendo la consegna del rosario che la Madonna ci lascia ancora oggi, scopriremo che le nostre dita, scivolando leggere e con fede sui grani della corona, accarezzano il prodigio di Gesù che abita al centro della nostra vita. E sapremo custodire il nostro rapporto con il Signore, condividendo con Lui gioie e dolori, affidando alle sue mani bisogni e progetti, attingendo dal suo cuore la speranza e la forza per il cammino. E troveremo pace!