Francesco: Maria insegna ad essere discepoli!

francesco_rosarioCari fratelli e sorelle,

in questa Veglia abbiamo ripercorso i momenti fondamentali della vita di Gesù, in compagnia di Maria…

La preghiera del Rosario è, per molti aspetti, la sintesi della storia della misericordia di Dio che si trasforma in storia di salvezza per quanti si lasciano plasmare dalla grazia. I misteri che passano dinanzi a noi sono gesti concreti nei quali si sviluppa l’agire di Dio nei nostri confronti. Attraverso la preghiera e la meditazione della vita di Gesù Cristo, noi rivediamo il suo volto misericordioso che va incontro a tutti nelle varie necessità della vita. Maria ci accompagna in questo cammino, indicando il Figlio che irradia la misericordia stessa del Padre. Lei è davvero l’Odigitria, la Madre che indica il percorso che siamo chiamati a compiere per essere veri discepoli di Gesù. In ogni mistero del Rosario la sentiamo vicina a noi e la contempliamo come prima discepola di suo Figlio, la quale mette in pratica la volontà del Padre (cfr Lc 8,19-21).

La preghiera del Rosario non ci allontana dalle preoccupazioni della vita; al contrario, ci chiede di incarnarci nella storia di tutti i giorni per saper cogliere i segni della presenza di Cristo in mezzo a noi. Ogni volta che contempliamo un momento, un mistero della vita di Cristo, siamo invitati a riconoscere in quale modo Dio entra nella nostra vita, per poi accoglierlo e seguirlo. Scopriamo così la via che ci porta a seguire Cristo nel servizio ai fratelli. Accogliendo e assimilando dentro di noi alcuni avvenimenti salienti della vita di Gesù, noi partecipiamo alla sua opera di evangelizzazione perché il Regno di Dio cresca e si diffonda nel mondo. Siamo discepoli, ma anche missionari e portatori di Cristo, là dove Lui ci chiede di essere presente. Pertanto, non possiamo rinchiudere il dono della sua presenza dentro di noi. Al contrario, siamo chiamati a partecipare a tutti il suo amore, la sua tenerezza, la sua bontà, la sua misericordia. È la gioia della condivisione che non si ferma dinanzi a nulla, perché porta un annuncio di liberazione e di salvezza.

Maria ci permette di comprendere che cosa significa essere discepoli di Cristo. Lei, da sempre prescelta per essere la Madre, ha imparato a farsi discepola. Il suo primo atto è stato quello di porsi in ascolto di Dio. Ha obbedito all’annuncio dell’Angelo e ha aperto il suo cuore per accogliere il mistero della maternità divina. Ha seguito Gesù, mettendosi in ascolto di ogni parola che usciva dalla sua bocca (cfr Mc 3,31-35); ha conservato tutto nel suo cuore (cfr Lc 2,19) ed è diventata memoria vivente dei segni compiuti dal Figlio di Dio per suscitare la nostra fede.

Tuttavia, non basta soltanto ascoltare. Questo è certamente il primo passo, ma poi l’ascolto ha bisogno di tradursi in azione concreta. Il discepolo, infatti, mette la sua vita al servizio del Vangelo. È così che la Vergine Maria si recò subito da Elisabetta per aiutarla nella sua gravidanza (cfr Lc 1,39-56); a Betlemme diede alla luce il Figlio di Dio (cfr Lc 2,1-7); a Cana si prese cura di due giovani sposi (cfr Gv 2,1-11); sul Golgota non indietreggiò davanti al dolore ma rimase sotto la croce di Gesù e, per sua volontà, divenne Madre della Chiesa (cfr Gv 19,25-27); dopo la Risurrezione, rincuorò gli Apostoli riuniti nel cenacolo in attesa dello Spirito Santo, che li trasformò in coraggiosi araldi del Vangelo (cfr At 1,14). In tutta la sua vita, Maria ha realizzato quanto è chiesto alla Chiesa di compiere in memoria perenne di Cristo. Nella sua fede, vediamo come aprire la porta del nostro cuore per obbedire a Dio; nella sua abnegazione, scopriamo quanto dobbiamo essere attenti alle necessità degli altri; nelle sue lacrime, troviamo la forza per consolare quanti sono nel dolore. In ognuno di questi momenti, Maria esprime la ricchezza della divina misericordia, che va incontro ad ognuno nelle necessità quotidiane.

Invochiamo questa sera la nostra tenera Madre del cielo, con la più antica preghiera con cui i cristiani si rivolgevano a Lei, soprattutto nei momenti di difficoltà e di martirio. Invochiamola nella certezza di essere soccorsi dalla sua materna misericordia, perché Lei, “gloriosa e benedetta”, possa essere protezione, aiuto e benedizione per ogni giorno della nostra vita: “Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta”.

Veglia mariana in Piazza San Pietro
Sabato, 8 ottobre 2016

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Giornate di Loreto: un’esperienza di ricarica spirituale

30consacrazione

In basilica

Quest’anno al convegno di Loreto eravamo 450 partecipanti. Ci stupisce vedere come san Luigi M. Grignion da Montfort sia stato lasciato nell’oscurità per tanto tempo ed è invece attualissimo, anzi la sua spiritualità si proietta nel futuro della Chiesa.

Le Giornate hanno avuto un sapore particolare per la coincidenza provvidenziale dell’Anno della Misericordia con i 300 anni della morte del Montfort. Quindi il convegno ha tenuto fisso lo sguardo, come invita papa Francesco, sulla misericordia, contemplandola dalla prospettiva monfortana.

Questi giorni di spiritualità sono stati per me un’esperienza di ricarica spirituale. Ero veramente in uno stato di aridità e di poco zelo; ci volevano proprio questi tre giorni per uscirne! Ho sentito tanto, tanti fatti e gesti di misericordia della vita del Montfort che mi erano sconosciuti.Si sono succeduti vari relatorie ognuno mi ha dato qualcosa, spunti di riflessione, chiarimenti.

Il rinnovo della consacrazione è avvenuto il sabato sera in Basilica. È stato molto toccante entrare nella Santa Casa con il flambeau acceso, pregando, cantando, e baciare il libro dei Vangeli, pronunciando il “Fiat” con Maria…

Altro momento importante è stato il passaggio della Porta Santa del Giubileo della Misericordia. Non era in programma, allora lo abbiamo fatto Lorena ed io ed è stato commovente. Poi Annalisa lo ha proposto a tutto il gruppo e così abbiamo percorso ancora tutto l’itinerario, vivendo un momento di vera comunione.

Verità e Carità sono le due parole che hanno condotto alla conversione Claudia Koll. È lei che l’ultimo giorno ha fatto la sua testimonianza con molta semplicità e dolcezza. È stato interessante vedere come la sua conversione, dono della Misericordia di Dio, l’abbia poi aperta alla carità e all’impegno nella onlus che si occupa dei più poveri, soprattutto in Africa. Diceva che la Vergine Maria l’ha aiutata a capire cosa doveva cambiare nella sua vita, gli aspetti che doveva modificare per fare un passo in avanti. Non è stato facile – diceva -, le tentazioni erano forti, ma non temeva perchè si sentiva tra Gesù e Maria.

Le celebrazioni eucaristiche quotidiane, l’adorazione hanno dato il senso primo alle nostre giornate di spiritualità che si sono concluse con l’Eucaristia presieduta dal Superiore Generale dei Missionari monfortani, attorniato da numerosi confratelli.

Abbiamo mantenuto anche nel viaggio di ritorno un clima di preghiera e ioia, con momenti di condivisione.

Maria Teresa Soccol – Gruppo Monfortano Duocesano Belluno