Foglio di collegamento- 4/agosto 2018

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Foglio di collegamento n. 4 – agosto 2018

Czestochowa: convegno di spiritualità monfortana (8-10 dicembre 2016)

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Dall’8 al 10 dicembre 2016, si celebra presso il santuario di Jasna Gora a Czestochowa in Polonia, il Convegno di spiritualità monfortana organizzato da p. Filipovic Mihovil, missionario monfortano.

Il Convegno inizia nel pomeriggio di giovedì 8 dicembre con l’Eucaristia presieduta da p. Angelo Epis, superiore provinciale dei Missionari Monfortani d’Italia. Con questa celebrazione si aprirà ufficialmente la prima comunità dei Padri monfortani in Polonia.

Il simposio entrerà nel vivo il mattino seguente con la Santa Messa presieduta  da Mons. Waclaw Depo, Arcivescovo Metropolita di Czestochowa. Il programma, molto intenso, prevede, poi, 5 relazioni. P. Efrem Assolari (Francia) tratterà il tema: “Montfort, misericordioso come il Padre”. A seguire p. J. Enrique Gonzàlez Vàsquez, vicario generale della Compagnia di Maria (Roma) approfondirà i quattro mezzi indicati dal Montfort per ottenere la Divina Sapienza. Ancora, suor Amabile Maria del Cuore di Gesù, della “Fraternità Arca di Maria” (Pescara), parlerà della totale consacrazione a Maria (santa schiavitù d’amore) nella luce di Fatima. P. Angelo Epis (Roma) offrirà un ulteriore contributo su San Luigi Maria de Montfort e l’Evangeli Gaudium. Come vivere oggi la missione da discepoli di Montfort? Infine, il vicario generale della Compagnia di Maria, p. J. Enrique Gonzàlez Vàsquez (Roma), si soffermerà sugli Apostoli degli ultimi tempi e la loro missione di rinnovamento della Chiesa e dello spirito cristiano tramite la consacrazione a Gesù per mezzo di Maria.

Il Convegno sarà scandito da momenti di preghiera quali celebrazioni eucaristiche, rosario meditato, coroncina della divina misericordia, adorazione eucaristica, e dalle testimonianze.

GMG Cracovia 2016: san Giovanni Paolo II e Montfort

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GIOVANNI PAOLO II: IL FILO MARIANO

Il “filo mariano” intesse tutte la vita di Giovanni Paolo II, facendola brillare come l’oro, nello splendore delle virtù, nel coraggio dell’annuncio evangelico, nell’umiltà del servizio alla Chiesa.

Il “Totus Tuus” è la preghiera breve ed essenziale che ha animato tutta la vita di Karol Wojtyla, una vita totalmente donata al Signore, alla Chiesa e a tutti gli uomini, continuamente vissuta con Maria, la madre di Gesù e madre nostra.

Questo “Totus Tuus” è diventato come il respiro della sua anima, il battito del suo cuore, a partire dal 1940, quando ha scoperto all’età di 20 anni, il Trattato della vera devozione a Maria, di Montfort. E sarà questa la linea direttrice della sua vita, come seminarista, sacerdote, vescovo e papa, vissuta fino alla fine, nelle sofferenze degli ultimi mesi, quando non potrà più parlare e ancora scriverà: “Totus Tuus!”.

«Madre! Tutto ciò che è mio è tuo!
Madre! Tutto ciò che è mio è tuo!
Che cosa posso dirti di più?…
Totus tuus. E non aggiungo ormai nient’altro»

Giovanni Paolo II, Jasna Gora, Czestochowa, 19 giugno 1983

X Raduno dei gruppi mariani monfortani di Puglia

23un cuor solo e una anima solaCentinaia di consacrati a Gesù per Maria, provenienti da tutta la Puglia, si sono tuffati con gioia nel cuore di Maria, abisso di Misericordia, nella Giornata di spiritualità organizzata ad Altamura, domenica 5 giugno 2016, presso il santuario del Buon Cammino.

Un grazie ai relatori don Rosino Gabbiadini e padre Giacomo Paris smm per le stupende relazioni sviluppate nell’arco della giornata; al Vescovo Giovanni Ricchiuti per la sua visita, a Fabio Salvatore della Comunità Nuovi Orizzonti per la sua testimonianza, ai laici dell’Associazione Maria Regina dei Cuori, ai sacerdoti amici convenuti, ai Missionari Monfortani, alle stupende voci che hanno accompagnato adorazione e celebrazione e a tutti quelli che hanno aderito all’invito di Maria.

Catechesi in formato pdf

Il volto materno della Misericordia del Padre – don Rosino Gabbiadini

Operatori di misericordia alla scuola di Maria – don Rosino Gabbiadini

Un cuore immacolato: l’amore dalla ferita del peccato – p. Giacomo Paris smm

Video delle catechesi-testimonianze-celebrazioni

Il volto materno della Misericordia del Padre – don Gabbiadini

Operatori di misericordia alla scuola di Maria – don Gabbiadini

Un cuore immacolato: l’amore dalla ferita del peccato – p. Paris G. smm

Testimonianza: Fabio Salvatore della comunità Nuovi Orizzonti

Adorazione eucaristica

Loreto 2015: “Ho ricevuto molto”

consacrazione

È stato molto bello! Tre giorni di pienezza spirituale, interessantissimi, con oratori capaci di coinvolgere, dandoci continui spunti di riflessione. Tutto in un clima sereno e gioioso. Mi ero iscritta prontamente per questo convegno, ma poi, ad un certo punto mi è venuta la voglia di disdire! La salute non era delle migliori e poi, più pensavo al tema della famiglia e più mi tiravo indietro. Il Papa aveva trattato ripetutamente questo argomento e mi sembrava esauriente. Guardando a situazioni famigliari disastrose, mi sembravano inutili altre parole (Tentazione!). Ma poi mi è ritornata in mente la frase del Papa, “saper sognare, non perdere la capacità di sognare sulla famiglia”… mi ha tolto ogni indugio e dato speranza.

Don Rosino Gabbiadini nella sua relazione si è soffermato proprio su questo punto. San Giuseppe non conosceva lo Spirito Santo: crede a un sogno e alla parola di un angelo impara ad ascoltare e fidarsi. In questo stato di apertura e serenità mi sono posta ad ascoltare. A poco a poco sono entrata nel cuore di Maria, nella famiglia di Nazaret, nel mio cuore, nella mia famiglia. Ho avuto qualche turbamento, ma poi tutto si è dissolto.

L’oratrice Giovanna Sorrenti ha messo in evidenza l’importanza di leggere in famiglia la Bibbia; interiorizzarla, sperimentando l’azione dello Spirito Santo che ancora oggi rende viva la Parola. Anche la famiglia di Nazaret si è costruita cosi. Maria e Giuseppe sempre in sintonia, si fidano, affrontano insieme le situazioni, nessun possesso nei confronti del Figlio Gesù. In proposito ha citato una frase di Goethe: “i bambini devono ricevono due cose dai genitori: le radici e le ali”. Guardare a Maria come educatrice. Lei è modello di madre e di sposa, sa entrare nella nostra più banale quotidianità e ci aiuta, ci ascolta e fa fiorire la Parola. Guardare a Maria sofferente. Lei comprende i nostri dolori, le nostre paure del domani, capisce il pianto, la fatica. “Ma Maria ci parla anche di gioia, quella gioia che ci fa sentire amati da Dio, è la gioia della fede”. Mettere ogni relazione sulle mani di Maria con nel cuore la speranza, anzi la certezza, “che il vino migliore sta per arrivare” (Papa Francesco).

Corrado Maggioni ha parlato della consacrazione monfortana nel cuore delle relazioni familiari. Citando Grignion da Montfort ha messo l’accento sul “servizio d’amore” nelle formule di consacrazione. Ha ribadito che è necessario sempre partire da noi stessi, prendere coscienza del proprio limite, rinunciare alla parte egoica che è in noi, per poi relazionarci con gli altri. “Dio ha creato legami profondi tra i membri di una famiglia: noi siamo responsabili l’uno dell’altro”.

Ho vissuto, poi, un momento molto intenso nella celebrazione eucaristica mattutina nella Santa Casa. Eravamo in tanti, uno ridosso all’altro, ma nell’aria ormai afosa per la ressa, traspariva una devozione intensa, palpabile. Eravamo in molti anche all’adorazione eucaristica, avevamo di ringraziare, lodare, chiedere, e versare anche qualche lacrima. Sabato sera, abbiamo rinnovato la Consacrazione con la consueta processione e l’unzione delle mani con il balsamo profumato. Questi rito ripetuto ogni anno, ha perso per me un po’ di intensità emotiva. La celebrazione eucaristica finale è stata per me di ringraziamento totale. Ho ricevuto molto in serenità, tranquillità e gioia. Un ringraziamento di cuore ad Annalisa e Michela per l’organizzazione e l’impegno che ci hanno  messo perchè tutto funzionasse al meglio.

Maria Teresa – Gruppo monfortano di Belluno

Loreto 2015: “Come acqua di sorgente”

IMG_3753«Non essere famiglie lamentose – ci ha detto la prof.ssa Sorrenti – perchè sappiamo dove attingere la gioia». Bello e vero! E grazie a don Gabbiadini per come ci ha parlato del figlio che crea un rapporto indissolubile con i suoi genitori i quali, anche se sono separati, restano sempre per lui papà e mamma. Ci ha anche fatto osservare la preoccupazione di Giuseppe e di Maria per l’incolumità di Gesù perchè sapevano che andava salvata la sua missione e così hanno salvato tutti noi.

Ho imparato che nel soffrire si può offrire anche “l’insensata sofferenza”, e se offro, il dolore salva; ho imparato ancora che, guardando alla famiglia di Nazaret, diventano normali l’obbedienza, l’amore, l’intimità con Dio, con l’altro e con noi stessi.

Fortissime le preghiere che, come acqua di sorgente ci hanno avvolto. La nostra Madre di misericordia ci aiuti a capire quando nella nostra casa manca il “vino” perchè perdiamo la capacità di sognare il futuro dei figli; perchè non troviamo il tempo per pregare insieme; perchè non usciamo dalle nostre preoccupazioni o sofferenze. Ci aiuti la Madre a chiedere con umiltà “permesso”, vincendo ogni prepotenza, e “scusa” quando abbiamo litigato, e poi a dire “grazie” per quello che riceviamo.

Abbiamo contemplato in Maria la sempre Vergine, l’Immacolata, la Mediatrice, la Donna, la Regina, la Fedele, la Misericordiosa, il Rifugio dei peccatori, la Consolatrice, il vivo Tabernacolo della Divinità. Tutte invocazioni che conosciamo e amiamo… dalla piazza e poi dalla chiesa sono partire per raggiungere i nostri cari, chi ci aveva chiesto preghiere. Oso sperare che, chissà dove, chissà chi abbia avvertito qualcosa o meglio Qualcuno.

Giovanna – Gruppo monfortano di Belluno

Il vino migliore sta per venire

consacrazione

Tre giorni belli, intensi, vissuti in clima di amicizia e di collaborazione, supportati piacevolmente da un sole quasi estivo. Interessanti gli interventi dei relatori.

In particolare sono rimasta colpita dal parroco di San Vitale-Ravenna, don Rosino Gabbiadini e dalla sua profonda umiltà nel presentare quale tema “Maria apre le porte della sua casa”. Ha tratteggiato gli aspetti umani, psicologici di Maria e di Giuseppe, citando papa Francesco: «La famiglia di Nazaret non era una famiglia finta. Quante difficoltà dovettero superare!…Ciascuna famiglia cristiana – come fecero Maria e Giuseppe – può anzitutto accogliere Gesù, ascoltarlo, parlare con Lui, custodirlo, proteggerlo, crescere con Lui; e così migliorare il mondo…».

Don Rosino si è chiesto cosa insegnano Maria e Giuseppe alle nostre famiglie e si è soffermato sulle loro figure. Maria che impara ad ascoltare (l’annuncio dell’angelo), che crede alle sue parole, che si fida di Dio. Anche Giuseppe all’annuncio dell’angelo apparso in sogno crede e impara a fidarsi di Dio. Insieme i genitori creano l’identità di Gesù, ne preservano la missione, custodendo la sua vocazione: la salvezza di noi tutti.

Ho gustato con piacevole sorpresa l’ascolto di alcune lettere che Montfort aveva scritto alla sorella prediletta e alla mamma, lettere che rivelano il legame con la sua famiglia e che per la loro freschezza sono attuali anche oggi, a più di tre secoli di distanza.

Sono risuonate più volte nei vari interventi dei relatori le mirabili parole di papa Francesco, tratte dalle sue omelie rivolte alla famiglia. In particolare cito quelle che hanno fatto da leit-motiv delle nostre giornate e che vorremmo scolpire nel cuore: «Il vino migliore è in “speranza”, sta per venire per ogni persona che accetta il rischio di amare… Il vino migliore sta per venire per quelli che oggi veono crollare tutto… Sussurratevelo ciascuno nel suo cuore: il vino migliore sta per venire… E sussurratelo ai disperati e a quelli con poco amore: abbiate pazienza, abbiate speranza, fate come Maria, pregate, agite, aprite il cuore, perchè il migliore dei vini sta per venire…».

Domenica 20 settembre, a conclusione delle nostre giornate, abbiamo ascoltato dalla viva voce di due coniugi di Vigevano la toccante testimonianza della guarigione miracolosa, attraverso l’intercessione di Madre Speranza, del loro figlioletto Francesco Maria, affetto da una intolleranza alimentare tanto grave da minarne l’esistenza: il “divino” che ha fatto irruzione nell’umano ti lascia senza fiato…

Lorena

Gruppo monfortano di Belluno