Foglio di collegamento – 5/ottobre 2018

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Foglio di collegamento – 5/ottobre 2018

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Con Maria, discepoli di Gesù

Cop_Con Maria discepoli di GesuXV Giornate di spiritualità mariana – Loreto, 14-16 sett. 2018

«Rendimi un perfetto discepolo di Gesù Cristo tuo Figlio»: questa invocazione che san Luigi da Montfort rivolge alla Vergine Maria a chiusura dell’Atto di consacrazione, ha ispirato la scelta del tema delle Giornate 2018.
Ci porta al cuore della consacrazione monfortana! Maria non vuole dei devoti, ma discepoli amati del Figlio!
Cosa significa essere discepoli oggi? Quali gli ostacoli, le crisi, le sfide? Come vivere il discepolato di Gesù nel quotidiano sotto la guida di Maria e di Montfort? Sono alcuni interrogativi che risuoneranno nelle Giornate.
Si cercherà di rispondere scavando nella Parola di Dio, nel pensiero di san Luigi Maria e ascoltando alcune esperienze, in particolare la testimonianza su Chiara Corbella Petrillo, una discepola amata della Sapienza crocifissa.

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XIV Giornate di spiritualità mariana – “Dammi il tuo cuore”

bannerDal 15 al 17 settembre 2017, si è celebrata a Loreto la XIV edizione delle Gior­nate di spiritualità mariana monfortana. Ha visto la partecipazione di circa 350 perso­ne, provenienti da ogni parte d’Italia, in particolare laici che vivono la spiritualità del­la consacrazione a Gesù Cristo per le mani di Maria, insieme a numerosi missionari monfortani.

Queste Giornate 2017 hanno voluto mettere a fuoco una dimensione essenziale della spiritualità: quella della interiorità. Per questo è stato scelto come motto «Dammi il tuo cuore», parole attinte da alcuni scritti di san Luigi Maria de Montfort (cf VD 266 e AES 132), a sottolineare che anch’egli propone un cammino spirituale che vuole raggiungere il centro della persona.

La celebrazione eucaristica, presieduta da mons. Fabio Dal Cin, nuovo arcivescovo prelato di Loreto, ha aperto le Giornate che sono, poi, entrate nel vivo con le catechesi e i vari momenti celebrativi.

Gli interventi di don Luigi Maria Epicoco, di padre Corrado Maggioni, smm e padre Mario Belotti, smm e la testimonianza dell’attrice Beatrice Fazi sono state un invito a intraprendere cammini interiori verso l’autenticità della vita, nell’incontro e nel dono di se stessi a Cristo con Maria.

“Dammi il tuo cuore”: Maria lo ha detto a tutti i partecipanti alle Giornate; essi lo hanno sussurrato a Maria, rinnovando l’Atto di consacrazione. Nel cuore di Maria tutti hanno messo il loro cuore, affinché si conformi più facilmente al cuore “pasquale” di Cristo!

 

 

 

«DAMMI IL TUO CUORE». La vera devozione una “spiritualità del cuore”

Incontro_Dammi il tuo cuoreXIV Giornate di spiritualità mariana e monfortana – Loreto, 15-17 settembre 2017

Nel centenario delle apparizioni di Fatima, lo slogan delle Giornate è ispirato a un passo di san Luigi Maria de Montfort in “Vera Devozione” 266: «Ti prendo per mio tutto. Dammi il tuo cuore, o Maria».

L’idea-guida delle Giornate è di sottolineare come la vera devozione a Maria sia una spiritualità del “cuore”, evidenziando la dimensione dell’interiorità.

I Missionari Monfortani rivolgono l’invito a vivere le Giornate di spiritualità, che ormai da tanti anni vengono organizzate all’ombra del santuario della Santa Casa, a quanti hanno scelto san Luigi Maria di Montfort come maestro spirituale e a coloro che desiderano conoscerlo e incamminarsi sulla “via mariana” verso la santità da lui tracciata.

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Giornate di Loreto: un’esperienza di ricarica spirituale

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In basilica

Quest’anno al convegno di Loreto eravamo 450 partecipanti. Ci stupisce vedere come san Luigi M. Grignion da Montfort sia stato lasciato nell’oscurità per tanto tempo ed è invece attualissimo, anzi la sua spiritualità si proietta nel futuro della Chiesa.

Le Giornate hanno avuto un sapore particolare per la coincidenza provvidenziale dell’Anno della Misericordia con i 300 anni della morte del Montfort. Quindi il convegno ha tenuto fisso lo sguardo, come invita papa Francesco, sulla misericordia, contemplandola dalla prospettiva monfortana.

Questi giorni di spiritualità sono stati per me un’esperienza di ricarica spirituale. Ero veramente in uno stato di aridità e di poco zelo; ci volevano proprio questi tre giorni per uscirne! Ho sentito tanto, tanti fatti e gesti di misericordia della vita del Montfort che mi erano sconosciuti.Si sono succeduti vari relatorie ognuno mi ha dato qualcosa, spunti di riflessione, chiarimenti.

Il rinnovo della consacrazione è avvenuto il sabato sera in Basilica. È stato molto toccante entrare nella Santa Casa con il flambeau acceso, pregando, cantando, e baciare il libro dei Vangeli, pronunciando il “Fiat” con Maria…

Altro momento importante è stato il passaggio della Porta Santa del Giubileo della Misericordia. Non era in programma, allora lo abbiamo fatto Lorena ed io ed è stato commovente. Poi Annalisa lo ha proposto a tutto il gruppo e così abbiamo percorso ancora tutto l’itinerario, vivendo un momento di vera comunione.

Verità e Carità sono le due parole che hanno condotto alla conversione Claudia Koll. È lei che l’ultimo giorno ha fatto la sua testimonianza con molta semplicità e dolcezza. È stato interessante vedere come la sua conversione, dono della Misericordia di Dio, l’abbia poi aperta alla carità e all’impegno nella onlus che si occupa dei più poveri, soprattutto in Africa. Diceva che la Vergine Maria l’ha aiutata a capire cosa doveva cambiare nella sua vita, gli aspetti che doveva modificare per fare un passo in avanti. Non è stato facile – diceva -, le tentazioni erano forti, ma non temeva perchè si sentiva tra Gesù e Maria.

Le celebrazioni eucaristiche quotidiane, l’adorazione hanno dato il senso primo alle nostre giornate di spiritualità che si sono concluse con l’Eucaristia presieduta dal Superiore Generale dei Missionari monfortani, attorniato da numerosi confratelli.

Abbiamo mantenuto anche nel viaggio di ritorno un clima di preghiera e ioia, con momenti di condivisione.

Maria Teresa Soccol – Gruppo Monfortano Duocesano Belluno

Montfort, testimone “mariano” di misericordia – XIII Giornate di spiritualità. Loreto, 16-18 settembre 2016

MANIFESTO LORETO

I Missionari Monfortani della Provincia d’Italia propongono un weekend di spiritualità mariana, a Loreto, nei giorni 16-18 settembre 2016.

L’appuntamento, che giunge alla XIII edizione, cade nell’Anno della Misericordia e a conclusione del terzo centenario della morte del Fondatore, san Luigi Maria di Montfort (28 aprile 1716). Vissuto nell’Ovest della Francia, è stato un grande missionario popolare e un maestro spirituale che ancora oggi nella Chiesa esercita un grande influsso soprattutto per la sua spiritualità mariana.  “A Gesù per Maria” è il motto che ben riassume l’itinerario di santità che Montfort propone.

Considerata la provvidenziale coincidenza, nelle Giornate di Loreto i Missionari Monfortani hanno scelto di «tenere fisso lo sguardo sulla misericordia», come invita papa Francesco, contemplandola dalla prospettiva monfortana. In particolare:

  • Gesù, il “Volto della Misericordia” e Maria, “via” di misericordia, nell’esperienza spirituale di Montfort.
  • Montfort, misericordia fatta carne. Luoghi, scelte, gesti.
  • L’angolo delle testimonianze! Da ‘vedere’, nel film Marie Heurtin. Dal buio alla luce che ha per protagonista una suora delle Figlie della Sapienza, fondate da san Luigi Maria di Montfort, che si lascia commuovere da chi il mondo abbandona; e da ‘ascoltare’ nell’esperienza di Claudia Koll…

Cuore delle Giornate sarà il rinnovo della consacrazione a Gesù Cristo, Sapienza eterna ed incarnata, per le mani di Maria. Quest’anno la celebrazione inizierà sulla piazza con la memoria del sacramento del Battesimo e culminerà nella Basilica della Santa Casa, tra le mura dove è risuonato il “fiat” di Maria, nel cui grembo è stato tessuto Gesù, il volto della misericordia del Padre.

vedi programma

La misericordia di Dio: disegnati e portati sulle sue mani

come bimbo in braccio alla madre

Il convegno dei gruppi mariani monfortani di Puglia, tenutosi ad Altamura, domenica 5 giugno, si è rivelato interessante e coinvolgente non solo nei momenti di preghiera, di adorazione eucaristica e di testimonianze, quanto nell’analisi di alcune tematiche legate al Giubileo della Misericordia, indetto da Papa Francesco.

Le catechesi hanno ricalcato il valore di Maria come ‘Madre di misericordia’; ma, in particolare, una mi ha colpito per la novità del messaggio: ‘Il volto materno della Misericordia del Padre’, proposta da don Rosino Gabbiadini ( parroco a San Vitale, Ravenna ).

L’Anno del Giubileo ci ha abituati all’immagine del Padre misericordioso, ormai ben impressa nel cuore e negli occhi di tutti. Quel Padre, dall’amore ‘viscerale’, oggi lo abbiamo scoperto ‘materno’ nel suo darsi incondizionatamente all’umanità da sempre e per sempre.

Il punto focale della relazione di don Rosino (basata su testi biblici di Genesi, Esodo e del Nuovo Testamento) ha evidenziato la maternità insita nella misericordia di Dio Padre, legandola a quattro atti salienti: creare, proteggere, entrare in intimità, avere compassione.

E, a ben pensarci, una madre ‘pensa’ al proprio figlio già prima di metterlo al mondo; lo immagina, lo accarezza con il pensiero e con il cuore.

La gioia di averlo dato alla luce diventa, immediatamente, premura e desiderio di custodirlo, proteggerlo e accudirlo, perché lei conosce le insidie e gli ostacoli che potranno farlo ‘inciampare’.

Man mano che cresce, una madre costruisce con il figlio un rapporto di intimità speciale e profondo, vivibile e vissuto soltanto dai due soggetti in questione – madre/figlio – e non del tutto manifestabile agli altri. Tant’è che gli occhi di una madre possono ‘intercettare’ ciò che di un figlio non si vede all’esterno, ciò che un figlio non vuole o non riesce a proferire. Una madre percepisce l’interiorità di colui che ha messo al mondo già prima che questi esprima i suoi pensieri, le sue emozioni, le sue ansie, le sue gioie.

In ultimo, chi riesce a provare la vera compassione per un figlio che soffre? Chi entra nel suo dolore e non ne uscirà più fino a quando non vedrà quel  figlio ‘risorgere’ dal suo letto di solitudine, disperazione, malattia, morte? Una madre, ovvero La Madre.

In questi quattro atti si scopre tutta la dolcezza di un Padre misericordioso che ci ha pensati, ci ha creati, ci protegge, entra in intimità con noi ed ha compassione di noi. Quattro atti che ci svelano il Volto materno di Dio.

Don Rosino ha poi fatto riferimento ad un’immagine, che continuo a portarmi dentro: Dio ci ha disegnati sulle Sue Mani; il Suo disegno, il Suo progetto è Lì da sempre e per sempre e da quelle Mani non ci stacchiamo più lungo il cammino dell’esistenza. Quest’immagine ha innescato in me, madre straziata dalla perdita di un figlio, alcune riflessioni.

Noi, infatti, non cadremo mai dalle Mani di Dio, in quanto un ‘collante’ speciale ‘ci lega’: è il Suo Amore infinito, che diventa Misericordia proprio nel momento in cui siamo noi a volerci staccare. Con tenerezza il Padre ci riprende, ci abbraccia, ci rialza e ci sprona ad intraprendere nuove strade.

Nelle sofferenze del corpo e dello spirito, tendiamo a fermarci all’esclamazione: “Dio mio, perché mi hai abbandonato!?”. Ma, così come fa una madre, Dio non abbandona; anzi, accompagna, sorregge, conforta, piange e si rallegra con i figli.

Figli, amati prima di essere creati; figli, che spesso si allontanano dalle Sue Mani, poiché attratti da beni effimeri ed esteriori o perché percossi da tribolazioni. Invece quelle Mani sono lì, sempre pronte a sollevarci quando dinanzi a noi si apre l’abisso del peccato, del male, del dolore. La misericordia materna del Padre non si stanca mai di prendersi cura delle nostre fragilità; sa entrare nel profondo del nostro animo e, nel silenzio o nel buio della realtà che ci circonda, ci parla di amore, di perdono, di teneri abbracci……

“Come un bimbo in braccio a una madre è quieto il mio cuore dentro di me…” (Salmo 130 ). Quando il dolore ci fa urlare ed alzare le mani contro l’abbandono del Padre, non dobbiamo dimenticare che Mani Divine ci hanno dato la vita e quelle Mani sono state ingiustamente inchiodate; tuttavia, si sono aperte con generosità per accogliere tutti gli orrori del mondo. Quelle Mani trafitte possono ancora disegnare e generare una nuova vita, anche quando tutto sembra inutile e perduto.

Credo fermamente che sulla Croce e ai piedi della Croce si sia manifestata l’infinita misericordia di Dio: è nel volto del Figlio Crocifisso; è nel volto della Madre Addolorata, che resta in piedi, non crolla, non si lascia andare prostrata com’è dal dolore; è in Giovanni, che Gesù amava come un figlio; è in tutti noi, nessuno escluso.

Misericordia vuol dire semplicemente Amare andando oltre il pianto, il peccato, l’angoscia, le ingiustizie, le offese. È sapere che il disegno della mia vita, della nostra vita, è stampato e custodito nelle Mani di un Artista Supremo, Dio Padre. E, come una tenera madre, saprà asciugare le lacrime, ridarci gioia e sorrisi; saprà accendere i colori dell’arcobaleno quando il grigiore della solitudine o l’oscurità del dolore ci allontanano dal Padre Eterno, dagli altri e, persino, da noi stessi. E, così, fuggiamo, ci immergiamo nel vuoto frastuono del materialismo o nell’aridità dei sentimenti. Ma, in quel frastuono e in quel deserto dell’anima, Dio viene a cercarci, ci aspetta, ci riprende e ci rimette sulle Sue Mani, ci plasma nuovamente come solo LUI sa e può fare. Lasciamoci prendere dalle Sue Mani, non rifiutiamo di invocare la Sua Misericordia, accogliamola e rendiamola traboccante di frutti con i nostri fratelli.

Un sacerdote, guida spirituale e caro amico, ama ricordare spesso che la Misericordia ha mani e piedi.  Ancora le mani al centro di tutto: ora sono le nostre, che, come quelle di Dio, possono rialzare chi è caduto, consolare chi è afflitto, abbracciare chi è solo, proteggere dal male, rendere migliore la vita di chi è perseguitato, nudo, affamato, carcerato. Anche le nostre mani disegnano, creano, trasformano percorsi di vita impensabili  solo se sono guidate dalle Mani del Padre misericordioso.

“…Seguendo esteriormente le loro creazioni, gli uomini abbandonano il loro Creatore e distruggono ciò che di loro creò… Io mi lascio prendere miseramente e Tu mi liberi misericordiosamente…” (Sant’Agostino, Le Confessioni, Libro X ).

Sabrina Damato